Il Moro di Venezia e Raul Gardini: storia di una sfida epica

La storia del Moro di Venezia e di Raul Gardini è un intreccio di passione, innovazione e tragedia. Gardini, con il suo spirito indomabile, lasciò un segno indelebile nella vela e nell’industria italiana.

Era il 30 aprile 1992, quando il Moro di Venezia, imbarcazione italiana, vinse la prestigiosa Louis Vuitton Cup, diventando la prima barca non anglofona a qualificarsi per la XXVIII edizione dell’America’s Cup contro uno scafo americano. Quella grande vittoria nelle acque di San Diego fu un’impresa epocale, capace di far scoprire all’Italia una nuova passione sportiva. Gli italiani rimasero incollati davanti ai televisori per seguire le manovre del Moro di Venezia, acquisendo familiarità con termini tecnici della vela come strambata, bolina e spinnaker.

Il compleanno di Gardini

A Venezia, quel giorno di festa coincideva con il compleanno di Raul Gardini, il visionario imprenditore dietro al progetto del Moro di Venezia. Dopo la morte del suocero Serafino Ferruzzi nel 1979, Gardini ne ereditò l’impero, espandendo e innovando l’azienda. Fu un pioniere della sostenibilità e della chimica verde, creando Enimont in collaborazione con Eni.

Quel giorno Gardini, con i suoi 59 anni appena compiuti, festeggiò sollevando le braccia sotto la vela adornata dal leone della Serenissima, simbolo di una nuova grandezza sui mari. La celebrazione vide lo champagne scorrere come nelle vittorie di Formula Uno, con cappellini e magliette colorate, inondando la scena. In cima alla randa, la sigla ITA25 brillava come un faro di orgoglio.

La sfida di San Diego

Il viaggio del Moro di Venezia verso la gloria iniziò dunque nelle acque di San Diego, in California, dove l’imbarcazione italiana entrò nella storia dell’America’s Cup. Dopo aver sconfitto equipaggi francesi, spagnoli e il Team New Zealand, il Moro vinse la Louis Vuitton Cup, guadagnandosi il diritto di sfidare USA23 nella finale.

Il sogno di vincere anche l’America’s Cup si infranse. Gardini non si arrese, promettendo di tornare con una barca ancora più sofisticata: il Moro Due, già in costruzione nei cantieri Enimont di Porto Marghera.

La nascita di un sogno

Gardini, soprannominato “il Contadino” nel mondo industriale, raccontò come la sua passione nautica nacque nel settembre del 1988, durante un incontro a San Francisco con Paul Cayard, Gabriele Rafanelli e German Frers. In cinque anni, il suo team costruì diverse versioni del Moro, sempre più veloci e leggere. Nel progetto lavorarono 220 persone tra San Diego e Marghera, con tecnologie avanzate, già testate in Formula Uno.

La competizione dell’America’s Cup offrì momenti di grande emozione e sorprese, con tifosi che seguivano attenti le regate anche quando le barche sembravano immobili. Il Moro di Venezia, con la sua tecnologia innovativa e un equipaggio esperto, rappresentò un punto di riferimento nel mondo della vela.

La tragedia: il Moro Due

Nonostante l’impegno e gli investimenti per il nuovo Moro – il Moro Due – la barca non vide mai la luce della competizione. Un anno dopo la festa a Venezia, il 23 luglio 1993, Raul Gardini si tolse la vita nel suo ufficio a Palazzo Belgioioso di Milano. Nonostante il suo spirito imprenditoriale e le sue visioni, le vicissitudini legate all’inchiesta Mani Pulite e la morte del suo amico Gabriele Cagliari lo portarono a compiere un gesto estremo.

La storia del Moro di Venezia e di Raul Gardini continua a ispirare e a ricordare un’epoca in cui l’Italia sfidava i colossi del mondo con coraggio e determinazione.